Non di rado accade che, dopo aver forato l’orecchio, si forma una bolla di colore rossastro attorno all’orecchino. Se dovesse capitare, niente paura: non è nulla di gravissimo, o di non curabile. È necessario però intervenire subito, ed evitare di dormire sugli allori. Vediamo di seguito di conoscere meglio questo sfogo, imparare a prevenirne la comparsa e facilitare la guarigione. Per un ulteriore consulto si consiglia la visione di questo articolo.

Di solito succede soprattutto se buchiamo la cartilagine, e viene quindi a formarsi uno sfogo rosso acceso – talvolta pieno di pus – proprio in prossimità di tale buco. In realtà capita abbastanza spesso che questa irritazione faccia la sua comparsa, e le cause sono comuni ed evitabili. Tra queste troviamo per esempio una scarsa igiene del piercing. Può dipendere da una cattiva cura dello stesso, magari saltando o evitando i lavaggi invece necessari, oppure dal piercer. Controlliamo sempre che gli strumenti che usa sia nuovi, sterili e ben igienizzati: in caso contrario facciamolo fermare subito. Ci sono poi molte più probabilità che la bolla si sviluppi quando il piercing viene praticato con la pistola piuttosto che con l’ago – che comunque è il metodo preferibile e anche approvato dalla legge sanitaria. Dopo esserci accertati di queste dinamiche, provvediamo a ultimare una routine quotidiana di disinfezione. Non dobbiamo toccare il foro con le mani sporche, e dobbiamo lavarlo con sapone neutro o acqua ossigenata.

Un altro fattore che può scaturire la formazione dell’infezione è la forma del gioiello scelto. Se questa è inadeguata, o troppo costringente, si corre un alto rischio. Occhio anche ai materiali: ovviamente l’oro è il migliore, in quanto raramente scaturisce allergie. Evitiamo qualsiasi tipo di materia prima che possa essere anche solo potenzialmente allergenico.

Qualora l’infezione si sia già sviluppata dobbiamo essere celeri nel fermarla. Avremo bisogno di una crema lenitiva, come per esempio il Gentalin Beta, da applicare almeno due volte al giorno finché la bolla non si riassorbe (ci possono volere da una a quattro settimane). Teniamo pulito il foro, e se tutto ciò non basta valutiamo l’idea di chiudere il buco per non rischiare oltre.